‘MONNEZZA CONNECTION’: IL BUSINESS DELLE ECOMAFIE – racconti dai seminari di contromafie 2009

di Alessandro De Fini

Spesso ci ricordiamo dei problemi quotidiani solo quando diventano delle emergenze e non possiamo più nascondere la testa sotto la sabbia, in questo caso sarebbe più indicato dire sotto i rifiuti o meglio ancora sotto  la “monnezza”.

Il gruppo di lavoro sulle ecomafie veniva presentato sul programma di Contromafie così: Ecomafie, non solo Napoli e Palermo.  Il termine Ecomafie viene ideato da Legambiente, un’associazione ambientalista che nasce nel 1980, per indicare le organizzazioni criminali che commettono reati contro l’ambiente. Nel 1982 entrò in vigore a la normativa sul trattamento dei rifiuti speciali.

Questa fu la grande occasione delle organizzazioni criminali per creare uno dei  più grandi giri di affari illeciti. Perché indicare queste due date?  Perché indicano  quando il fenomeno delle ecomafie ha avuto inizio e quando è iniziato l’impegno civile sui reati ambientali.

Ci sono state quindi persone che non hanno aspettato l’emergenza e fin da subito hanno voluto tutelare il mondo che avrebbero dovuto consegnare ai loro figli.

Nell’immaginario collettivo, gli ambientalisti vengono descritti come persone bizzarre “fissate”con la natura.

Seguendo il seminario, ho visto scienziati, uomini di legge e dello stato che insieme hanno usato le loro competenze per tutelare l’ambiente.  Il lavoro svolto fino ad ora da queste persone è grande ed importante e nonostante le grandi difficoltà che affrontano quotidianamente continuano il loro cammino. Da quello che ho potuto sentire la più grande gratificazione che possano avere queste persone, non sono encomi dalle massime cariche dello stato, ma vedere che, finalmente la coscienza civile si sta svegliando.  A seguire questo seminario c’erano persone comuni, che di bizzarro avevano solamente la voglia di capire questo fenomeno e di come poterlo contrastare.

Molte persone hanno appreso dell’esistenza di questa attività criminale, quando si è affrontata l’emergenza rifiuti e hanno capito che non si tratta solo di “monezza”gettata da cittadini irresponsabili.

Nelle zone dove si commettono più reati ambientali si è osservato una aumento di varie patologie. Ogni sostanza, in base a studi tossicologici, può indurre specifiche malattie. Elencare i risultati degli studi fatti in certe zone, mostrando il corredo tossicologico di ogni sostanza potrebbe risultare asettico e noioso.

Sicuramente ci sono due dati preoccupanti che vanno citati, l’aumento di incidenza dei tumori e di malformazioni nei neonati. Ne consegue una sola deduzione. Stiamo perdendo il futuro!

Esiste una fitta rete di organizzazioni criminali che gestisce il traffico di rifiuti con la collaborazione di una parte dello Stato corrotto. Venire a conoscenza che una parte di esso possa collaborare con la criminalità può dare solo sconforto.

Se in più si pensa ai danni che portano questi reati lo sconforto si mischia a rabbia. Però quando lo Stato viene a mancare, sta a noi intervenire, sta alla società civile che con passione deve fare domande e cercare di dare le risposte con le istituzioni.

I diritti vanno esercitati e contromafie è stato uno dei più gradi esempi. La società civile ha espresso il suo diritto di parola è nonostante tutto vuole credere ancora nelle istituzioni.

Nelle democrazie non c’è altra via se non quella del dialogo per cambiare le cose. Tutto questo è stato possibile non solo grazie alle persone che vi hanno partecipato, ma anche a tutte le associazioni, le istituzioni e le forze dell’ordine che vogliono percorrere insieme questa via per la legalità.

In chiusura del seminario rimango colpito da una giovane coppia che, aveva con se la propria bambina. Mi avvicino intenerito, con me c’è Francesca Zangari che, insieme a tutti i volontari ha reso possibile l’evento, lei è una madre di famiglia che non ha mai smesso di sperare e lottare per dare un futuro migliore ai propri cari.

Guarda la bambina di pochi mesi che sorride continuamente e gli dice – Ma come sei bella! –  e dopo aver giocato un pò con lei gli chiede   – Che ci fai qui vorresti andare a parlare lassù? –  indicando il palco dei relatori e poi aggiunge  – Un giorno ci sarai tu a parlare lì e avrai già risolto tutti i problemi!! -

Sì, avrà già risolto tutti i problemi perché sta a noi ora tutelare il suo futuro e rendere possibile questa cosa.

per approfondire:

http://liberaradio.rcdc.it/archives/le-verita-in-fondo-al-mare/
http://liberaradio.rcdc.it/archives/legambiente-“rilanciare-le-indagini-su-ecomafie-e-navi-dei-veleni/

http://liberaradio.rcdc.it/archives/ecomafia-2009-lultimo-rapporto-di-legambiente/

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